Glipizide
Disponibile
5mg · 10mg
da 12,49 €
In breve
- Glipizide è una sulfonilurea che stimola il pancreas a produrre insulina, per il diabete di tipo 2.
- Compresse da 5 mg e 10 mg, in confezioni da 30 a 360 compresse.
- Si assume prima dei pasti; il rischio principale è l’ipoglicemia.
- Consegna standard in 9–21 giorni, con imballaggio discreto.
Glipizide: sulfonilurea per il diabete di tipo 2
Glipizide è un antidiabetico orale della famiglia delle sulfoniluree, indicato negli adulti con diabete mellito di tipo 2 quando la dieta, l’attività fisica e il calo di peso da soli non riescono a controllare la glicemia. Nel catalogo è presente in compresse da 5 mg e da 10 mg, in confezioni da 30 fino a 360 compresse. È un medicinale soggetto a prescrizione medica, la cui dose viene scelta e modificata dal medico sulla base dei controlli della glicemia e dell’emoglobina glicata.
Non è una terapia per il diabete di tipo 1 e non sostituisce l’insulina quando questa è necessaria.
| Principio attivo | Glipizide (sulfonilurea) |
| Forma | Compresse |
| Dosaggi in catalogo | 5 mg, 10 mg |
| Confezioni | 30, 60, 90, 120, 180, 240 e 360 compresse |
| Quando si assume | Circa 30 minuti prima dei pasti |
| Rischio principale | Ipoglicemia |
Come stimola il pancreas
Il principio attivo si lega ai canali del potassio ATP-dipendenti delle cellule beta del pancreas e ne provoca la chiusura. Le cellule si depolarizzano, il calcio entra e l’insulina immagazzinata viene rilasciata. Perché funzioni occorre che il pancreas conservi una certa capacità produttiva, motivo per cui nel tempo l’effetto può diminuire. A differenza di altri antidiabetici, l’insulina viene rilasciata anche quando la glicemia non è alta, e da qui nasce il rischio principale.
La glipizide viene assorbita rapidamente e raggiunge il picco in circa 1-3 ore; nelle compresse a rilascio immediato l’effetto dura circa 12-16 ore, fino a 24 in alcuni soggetti. Viene metabolizzata dal fegato e i metaboliti, inattivi, sono eliminati soprattutto dai reni.
Dose di partenza e aggiustamenti
Le indicazioni generali per gli adulti prevedono di cominciare con una dose bassa, ad esempio 2,5-5 mg al giorno, da assumere circa mezz’ora prima della colazione. Il medico aumenta poi gradualmente, in genere ad intervalli di alcuni giorni, fino alla dose efficace; le dosi giornaliere totali più alte si dividono in due assunzioni, prima della colazione e prima della cena. Nelle persone anziane, con insufficienza epatica o renale, o malnutrite, si parte con dosi più basse perché il rischio di ipoglicemia è maggiore.
Le compresse da 5 mg e da 10 mg permettono di comporre la dose senza troppi frammenti. Il pasto va sempre consumato dopo la compressa: saltarlo mentre si è in terapia espone a un calo pericoloso degli zuccheri.
Riconoscere e curare l’ipoglicemia
È l’effetto indesiderato più importante. Può comparire dopo un pasto saltato, uno sforzo fisico insolito, un’assunzione eccessiva di alcol o una dose troppo alta. I segni sono sudorazione fredda, tremore, fame improvvisa, palpitazioni, mal di testa, irritabilità, confusione e, nei casi gravi, perdita di coscienza.
- al primo sintomo si assumono subito 15-20 g di zucchero (zollette, succo di frutta, bevanda zuccherata)
- si ricontrolla la glicemia dopo circa 15 minuti
- se la persona non è cosciente non le si dà nulla per bocca e si chiama il 118
Chi guida o usa macchinari deve prestare particolare attenzione, perché il calo può insorgere senza preavviso. Poiché i betabloccanti possono mascherare i sintomi premonitori, in quel caso si controlla la glicemia con maggiore frequenza.
Controindicazioni e farmaci che spostano la glicemia
Il farmaco non va usato in caso di diabete di tipo 1, di chetoacidosi, di coma diabetico, di insufficienza renale o epatica grave, di ipersensibilità alle sulfoniluree o alle sulfonamidi, né in gravidanza e durante l’allattamento, dove si ricorre all’insulina.
Aumentano il rischio di ipoglicemia alcuni FANS, i sulfamidici, il fluconazolo e il miconazolo, il warfarin e gli ACE-inibitori. Riducono l’effetto invece la rifampicina, i corticosteroidi, i diuretici tiazidici e gli estrogeni. L’alcol può causare rossore e malessere e aggrava il rischio di calo glicemico. Altri effetti possibili sono l’aumento di peso, disturbi gastrici e, più raramente, reazioni cutanee e alterazioni del sangue.
Alimentazione, alcol e attività fisica durante la terapia
Con una sulfonilurea la regolarità dei pasti diventa parte della cura. Colazione, pranzo e cena a orari abbastanza fissi, con carboidrati distribuiti in modo uniforme, riducono le oscillazioni della glicemia. Un digiuno prolungato, una dieta molto ipocalorica o un’attività sportiva intensa senza spuntino possono portare a un calo eccessivo, e in questi casi si parla con il medico di un aggiustamento della dose.
L’alcol merita una menzione a sé: ne aumenta l’effetto ipoglicemizzante, può simulare i sintomi di un calo di zuccheri e in alcune persone provoca vampate e nausea. Chi assume Glipizide dovrebbe limitarlo al minimo o evitarlo. Il controllo domiciliare della glicemia, con un glucometro, aiuta a capire come reagisce il proprio organismo.
Conservazione e consegna
Le compresse si conservano in un luogo asciutto a temperatura ambiente, nella confezione originale e fuori dalla portata dei bambini.
Glipizide arriva in tutta Italia con consegna standard in 9–21 giorni, in un pacco discreto. Per ogni modifica della terapia antidiabetica, il confronto con il diabetologo viene prima.