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Daliresp

Daliresp
Disponibile
500mg
da 61,84 €
Dosaggio
Formato confezione — confezione più grande, prezzo per compressa più basso
74,21 €61,84 €
2,06 € per compressa

In breve

  • Daliresp contiene roflumilast, un inibitore della fosfodiesterasi 4 per la BPCO grave con bronchite cronica.
  • Compresse da 500 microgrammi, in confezioni da 30 a 180 compresse.
  • Si prende una volta al giorno, ma non è un farmaco d’emergenza né per l’asma.
  • Consegna standard in 9–21 giorni, in un pacco discreto.

Daliresp: roflumilast per la BPCO grave

Daliresp è un medicinale a base di roflumilast, utilizzato come terapia aggiuntiva negli adulti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) grave, cioè con un volume espiratorio forzato (FEV1) inferiore al 50% del valore teorico, associata a bronchite cronica e a riacutizzazioni frequenti. Si presenta in compresse da 500 microgrammi (0,5 mg). Il roflumilast non è autorizzato per l’asma bronchiale: il suo impiego riguarda la BPCO.
In Italia è un medicinale soggetto a prescrizione medica e viene normalmente avviato dallo pneumologo, a complemento della terapia broncodilatatrice di base e non al suo posto.
Principio attivo Roflumilast (inibitore della PDE4)
Forma Compresse
Dosaggio in catalogo 500 microgrammi (0,5 mg)
Confezioni 30, 60, 90, 120 e 180 compresse
Assunzione Una volta al giorno, con o senza cibo
Indicazione BPCO grave con bronchite cronica e riacutizzazioni

Il bersaglio: l’infiammazione e non il broncospasmo

La maggior parte dei farmaci per la BPCO, come i broncodilatatori inalatori, dilata le vie aeree. Il roflumilast fa altro: inibisce l’enzima fosfodiesterasi 4 nelle cellule infiammatorie, aumentando i livelli di una molecola chiamata AMP ciclico e riducendo il rilascio di mediatori dell’infiammazione nei polmoni. Il risultato atteso è una diminuzione del numero di riacutizzazioni, non un sollievo immediato dal respiro corto.
Per questo motivo non serve durante una crisi: i sintomi acuti si gestiscono con il broncodilatatore di soccorso prescritto, e in caso di peggioramento rapido si chiama il medico o il 118.

Una compressa al giorno: come introdurla

La dose di mantenimento è di una compressa da 500 microgrammi una volta al giorno, con o senza cibo, alla stessa ora. Secondo il foglio illustrativo, per migliorare la tollerabilità si può iniziare con 250 microgrammi al giorno per le prime quattro settimane e poi passare alla dose piena; quel dosaggio iniziale è una dose di avvio e non va considerato terapeutico. L’effetto sulle riacutizzazioni si valuta nell’arco di mesi, perché è un trattamento di lungo periodo.
Non servono aggiustamenti di dose negli anziani o nei pazienti con insufficienza renale. È controindicato in caso di insufficienza epatica moderata o grave.

Perdita di peso e umore: gli effetti da monitorare

Gli effetti indesiderati più comuni sono la diarrea, la nausea, il dolore addominale, il mal di testa, l’insonnia e la riduzione dell’appetito. Compaiono per lo più nelle prime settimane e tendono ad attenuarsi. Merita attenzione il calo di peso, che può essere significativo: il peso si controlla con regolarità, e se il calo è importante e senza spiegazione può essere necessario sospendere la terapia. Nelle persone sottopeso va usato con cautela.
Sono segnalati anche disturbi psichiatrici come ansia, depressione e, più raramente, pensieri suicidari. Chi ha una storia di depressione ne parla prima con il medico, e chiunque noti cambiamenti dell’umore durante la cura contatta subito chi lo segue.

Associazioni da evitare e farmaci che ne cambiano l’effetto

Daliresp non si combina con la teofillina, che appartiene a una classe con meccanismo simile, né con altri inibitori della PDE4. Rifampicina, fenobarbital, carbamazepina e fenitoina possono ridurne l’efficacia, mentre fluvoxamina, enoxacina e cimetidina ne aumentano i livelli. Le compresse contengono lattosio: chi ha un’intolleranza deve tenerne conto. Il farmaco non è raccomandato in gravidanza e allattamento, e chi ha infezioni gravi in atto, tumori o malattie immunologiche come l’HIV o la sclerosi multipla deve valutarlo con lo specialista.

Peso, appetito e visite di controllo

Poiché il calo di peso è uno degli effetti indesiderati più rilevanti del roflumilast, il medico chiede di pesarsi all’inizio e poi a intervalli regolari. Un’alimentazione ricca di proteine e di calorie, con pasti piccoli e frequenti, aiuta chi ha già poco appetito a causa della BPCO. Se la perdita di peso continua, il medico valuta la sospensione della terapia.
Anche insonnia e, meno spesso, ansia sono segnalate. Un orario fisso, preferibilmente non serale, e la riduzione di caffeina possono attenuarle. Se i disturbi non migliorano nelle prime settimane, si riferisce al medico che può valutare di fermare la terapia.

BPCO: perché la terapia inalatoria resta il pilastro

Nella BPCO le terapie fondamentali sono la cessazione del fumo, i broncodilatatori inalatori a lunga durata d’azione, la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica e, quando serve, la riabilitazione respiratoria. Daliresp si aggiunge a questa base nei pazienti nei quali le riacutizzazioni continuano a presentarsi nonostante la terapia ottimale. Nessuna compressa sostituisce lo spray o la polvere inalata prescritti.
Poiché è un medicinale ad assunzione continua, è utile fissare un orario, per esempio la colazione, e segnare la compressa su un calendario. In caso di dose dimenticata non se ne prendono due il giorno dopo. Il medico valuterà dopo alcuni mesi se il numero di riacutizzazioni è diminuito e se il rapporto tra benefici e disturbi è accettabile.

Conservazione e consegna

Daliresp si conserva nel blister originale, a temperatura ambiente, al riparo dall’umidità e fuori dalla portata dei bambini.
L’ordine viene spedito in Italia con consegna standard in 9–21 giorni e un imballaggio discreto. Per una BPCO è importante non interrompere la terapia inalatoria in uso e mantenere i controlli con lo pneumologo, soprattutto se si smette di fumare, il passo che più incide sull’evoluzione della malattia.

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